Insolita Sardegna…

On the road tra costa Ovest & costa Est… la Sardegna che non ti aspetti!

Si dice Sardegna e si pensa Costa Smeralda, Stintino o Villasimius… tutti posti meravigliosi certo, ma esiste anche una Sardegna più selvaggia, ricca di storia, non contaminata ancora dal grande turismo di massa.

Tutto nasce dalla richiesta di Monica, mai stata in Sardegna prima d’ora, che chiede “un itinerario non convenzionale” da fare on the road con la sua famiglia. Ascoltando le descrizioni di Silvia dei luoghi, delle spiagge e di piccoli paesini di pescatori (che lei conosce così bene grazie alle sue origini) a me è venuta voglia di partire subito! Quindi, condivido con piacere con voi questa “Insolita Sardegna“… si parte!

Mappa dell’on the road

Prima tappa… la meravigliosa città di Alghero! Benvenuti nella Riviera del Corallo! Il nome deriva dal fatto che per molto tempo Alghero ha avuto come principale sostentamento la raccolta e la lavorazione del corallo. La città ha un accattivante centro storico e diverse attrazioni locali. È conosciuta anche come “Barceloneta” (la piccola Barcellona). Alghero racchiude non solo storia e cultura, ma vanta anche bellissime spiagge: qui potrete ammirare la splendida spiaggia dell’Argentiera che deve il suo nome ad una ex miniera di argento arroccata alle spalle della spiaggia omonima, ormai non più operativa, ma ristrutturata e visitabile; la spiaggia Maria Pia e la spiaggia delle Bombarde, più conosciute ma altrettanto belle. Le Grotte di Nettuno meritano una visita, ma bisogna essere un po’ allenati, visto che per arrivarci bisogna scendere (ma soprattutto risalire!!!) i 650 gradini della Escala del Cabirol a Capo Caccia. Vista indubbiamente unica, ma non alla portata di tutti! Alghero è terra di buon cibo (aragosta in primis!) e di ottimo vino. Nelle vicinanze sorge la famosa tenuta “Sella e Mosca”, dove è possibile fermarsi per una degustazione di vino Cannonau (tipico vino sardo), ammirare i 550 ettari di vigneto, visitare le antiche cantine che risalgono ai primi del novecento o semplicemente acquistare del buon vino: non solo Cannonau, ma anche Vermentino, Merlot e molti altri. Tappa consigliata anche agli astemi!

Da Alghero a Bosa: 45 km di strada sinuosa che costeggia una costa selvaggia fatta di falesie di unica bellezza. Giunti in questa deliziosa cittadina potrete passeggiare lungo il fiume Temo, l’unico navigabile in Sardegna, oppure visitare il Castello di Serravalle (o Malaspina). Questo castello fu costruito nel 1.112 dall’antica famiglia toscana dei Malaspina e, dopo la sua costruzione, gli abitanti della Bosa Vetus (zona ubicata vicino alla chiesa di San Pietro) si trasferirono sotto il castello, costruendo lì le proprie abitazioni per ottenere protezione, dando così vita al borgo medioevale di Sa Costa. Bosa è famosa anche per la lavorazione e l’esportazione del corallo, così come per la lavorazione dei tessuti, per i ricami di filet e per i cesti intrecciati in asfodelo. Il paese è immerso in una verdeggiante vallata ed è rinomato per la sua tradizione enogastronomica e per la qualità dell’olio e dei vini (in particolare la Malvasia, che ha ottenuto il marchio DOC). Le spiagge attorno a Bosa Marina (da dove si ammira la Torre del Porto dell’isola Rossa, in stile aragonese) sono piacevolmente calme, come la bellissima Piscina Naturale di Cane Malu, dove i pochissimi turisti che si incontrano sono per la maggior parte stranieri (escludendo i locali).

Proseguendo verso Sud, in direzione Cabras, fermatevi a S’Archittu (zona Santa Caterina) e testate il vostro coraggio tuffandovi dalla sommità dell’arco! Qui entriamo in “territorio selvaggio”! Non esistono spiagge attrezzate (se vuoi l’ombra devi munirti di ombrellone da casa), non ci sono parcheggi asfaltati ed è proprio questo il suo bello! Cabras, piccolo paesino di pescatori, è famosa per i fenicotteri rosa che popolano lo stagno salato e i fantastici muggini dai quali si ricava la bottarga (la migliore di tutta l’isola). Utilizzando Cabras come base d’appoggio potrete vedere: la spiaggia di Is Arutas che al posto della sabbia ha piccoli granelli di quarzo bianchissimi che le hanno dato il secondo nome di “spiaggia di riso”; San Giovanni di Sinis: piccola penisola che custodisce il Porto fenicio di Tharros e una torre Saracena. La spiaggia di Cala Domestica e le Dune di Piscinas si trovano a circa 50 km a sud, in una zona incontaminata e raggiungibile solo con una Jeep!

Si cambia costa attraversando l’entroterra per raggiungere Cala Gonone, un piccolo centro abitato nel il Golfo di Orosei e la meravigliosa Cala Mariolu (o Is Pulige de Nie come pulci di neve” in dialetto sardo) che stordisce per i colori dell’acqua, tra sfumature e tonalità di blu, verde smeraldo e azzurro, e per gli infiniti sassolini che formano la spiaggia, bianchi e piccoli come fiocchi di neve (da qui il nome). Rispetto alla costa occidentale il turismo qui è più presente, rimanendo tuttavia a livelli accettabili! Il mare anche qui è il solo protagonista della vacanza e raggiunge il suo apice con l’escursione alla baia di Cala Luna, (effettuabile solo in barca) ritenuta la spiaggia più bella del Mediterraneo… una lunghissima lingua di sabbia con sei enormi grotte, un mare dal colore indescrivibile e sullo sfondo un bosco di oleandri dove ci si può inoltrare per sentieri nella fitta e profumata macchia mediterranea. Questo insolito on the road si conclude con un ultima tappa a Budoni, piccolo gioiello delle Baronie, ricco di piccole insenature, scogliere, mare cristallino e impalpabile sabbia bianca (non proprio incontaminata e sconosciuta ma bisogna pur arrivare al traghetto!).

Terra di nuraghe, di gente genuina, natura e tanto buon cibo, questa è la nostra Sardegna insolita!

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